Valerio Toninelli, pittore e scultore – “Veemenza essenziale”

In Valerio Toninelli, pittore e scultore pistoiese, riscontriamo un entusiasmo generoso ed una certa apertura cordiale verso la vita, ma anche una grandissima necessità comunicativa, che esprime attraverso il suo mezzo, l’arte.

In alcune sue opere vi è la suggestione accostabile ai macchiaioli, movimento ottocentesco, nato proprio come reazione all’immobilismo accademico, che volle svincolarsi dai formalismi più classici per rendere l’immediatezza e la visione dell’artista e delle forme attraverso macchie di colore sovrapposte, distinte o accostate. Ma non manca una storia, nell’esperienza di Valerio Toninelli pittore, che lo porta all’esplorazione del figurativo. In questo artista si avverte in modo forte anche l’altra faccia della medaglia ovvero una certa inquietudine, propria di quegli animi mai paghi che desiderano voracemente “mordere” la vita stessa, accettandone la condizione in cui si percepisce si trovino, ovvero in quel perpetuo divenire, in quella continua metamorfosi, talvolta sfinente, ma entusiasmante.

Questo suo sentire lo porta ben presto a spingersi verso l’astratto, promulgando il suo “messaggio” ed offrendo, a chi si imbatte nelle sue opere, una vista alternativa, da un diverso punto di vista, delle cose. Difficile collocarlo veramente in una corrente artistica ben definita, potrebbe persino appartenere agli espressionisti, ad esempio a tratti rammenta Eduard Munch, e si percepisce questo guardarsi sia dentro, con questa serpeggiante inquietudine, sia all’esterno volendo quasi suggerire al suo interlocutore di superare e buttar giù le maschere dall’ipocrisia.

Valerio Toninelli quindi va senz’altro oltre gli schemi più classici, accademici, pur trasmettendo in qualche modo il suo sapere e quindi una certa dimestichezza nell’arte antica. Toninelli oggi reinterpreta l’arte in un modo tutto suo che risulta molto efficace e che raggiunge il suo interlocutore sapendolo spingere, senza forzature, in modo naturale, oltre le convenzioni. Crea con veemenza e d’impulso, quasi ad imprigionare l’attimo in cui “sente” l’emozione ed anche i materiali che usa forniscono questa interpretazione. Ha poco tempo infatti prima che i prodotti polimaterici, ma soprattutto gli smalti, gli acrilici o stucchi a rapida essiccazione “fermino” le sue creazioni, e quindi deve essere ben certo di ciò che desidera cogliere e realizzare, perché il tempo non gli consente troppi errori.

Nelle sculture rincorre l’essenziale ed anche il questo caso si percepisce il suo sviluppo interiore nell’andare a togliere piuttosto che aggiungere materia, espone anche in questo caso prodigiosamente il “suo interiore” prediligendo materiali come il marmo, scarnendo più che cesellando, le forme.

Moltissime le mostra a livello internazionale cui questo artista ha partecipato, ne menzioniamo solo alcune per darvene la dimensione: ha partecipato all’International Art Festival nel distretto 798 a Pechino e alla Prima Biennale d’arte Dolomiti, scelto tra pochi artisti informali/concettuali tra cui presente anche Yoko Ono con una sua opera. Toninelli ha anche esposto in Serbia, Ungheria, Slovenia oltre a svariate mostre in Italia.

(articolo di Ester Campese)

 

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