Piazza dei Martiri a Napoli, una storia di ideali e coraggio in difesa della libertà

ALLA GLORIOSA MEMORIA DEI CITTADINI NAPOLETANI CHE CADUTI NELLE PUGNE O SUL PATIBOLO RIVENDICARONO AL POPOLO LA LIBERTÀ DI PROCLAMARE CON PATTO SOLENNE ED ETERNO IL PLEBISCITO DEL XXI OTTOBRE DCCCLX IL MUNICIPIO CONSACRA»

A Napoli, non lontano dal lungo mare, nell'elegante quartiere Chiaia e non lontana dalla nota e vecchia bottega della riviera “Marinella,” vi è un piazzetta considerata il “salottino in” della movida dei napoletani, che ha anche una lunga e bella storia. Parliamo di quelle che oggi si chiama “Piazza dei Martiri” dedicata a tutti i partenopei che caddero per difenderne la libertà in ogni epoca.

Fu realizzata nel periodo del XVII secolo, e sorgendo nel sito in cui si trovava la chiesa Santa Maria a Cappella Nuova, proprio da essa prese originariamente il nome la piazza, ma successivamente alla demolizione della stessa chiesa per le precarie condizioni edilizie

La piazza prese il nome di “Piazza della Pace” all'epoca di Ferdinando II di Borbone, Re delle Due Sicilie, per celebrare la pace riconquistata dopo i moti rivoluzionari del ’48 e sulla stele centrale fu collocata in cima, come omaggio, la statua della Madonna della Pace.

Successivamente, nel 1861 per volontà dell’allora sindaco Andrea Colonna di Stigliano, in cima alla stele fu posta una statua di Emanuele Caggiano che simboleggia la “virtù dei martiri” in memoria di tutti i martiri napoletani che difesero i propri ideali e lottarono contro i governi anti liberali e repressivi. Fu da allora che la piazza fu rinominata in “Piazza dei Martiri”. Nel basamento della stele 4 leoni realizzati da altrettanti artisti ed in differenti momenti, in memoria dei vari periodi storici: il leone morente, opera di Antonio Busciolano, raffigura i caduti della Repubblica Partenopea del 1799; il leone trafitto dalla spada, opera di Stanislao Lista, i caduti carbonari del 1820; il leone sdraiato, opera di Pasquale Ricca, con lo statuto del 1848 sotto la zampa, rappresenta i caduti liberali dello stesso anno; il leone in piedi, l’unico dei quattro, opera di Tommaso Solari, è dedicato ai caduti garibaldini del 1860. Proprio alle spalle dell’unico leone in piedi dal nome “La fiera fiera” dedicato ai caduti relativi all'Unità d’Italia”, è posta una targa che recita queste parole: ALLA GLORIOSA MEMORIA DEI CITTADINI NAPOLETANI CHE CADUTI NELLE PUGNE O SUL PATIBOLO RIVENDICARONO AL POPOLO LA LIBERTÀ DI PROCLAMARE CON PATTO SOLENNE ED ETERNO IL PLEBISCITO DEL XXI OTTOBRE DCCCLX IL MUNICIPIO CONSACRA»

(articolo di Ester Campese)

 

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