Gli Oscar 2018 di Riccardo Bramante

 

Al Dolby Theatre di Los Angeles si è conclusa, senza grandi sorprese, la 90° serata degli Academy Awards, gli Oscar che vengono assegnati ai migliori film e a coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione nei vari settori.

Presentato dall’attore e comico Jimmi Kimmel, anche questa manifestazione, come già avvenuto per il Festival di Berlino dello scorso mese, si è sviluppata intorno al tema molto attuale del ruolo delle donne e degli abusi dalle stesse subiti nel mondo del cinema. “L’Oscar è l’uomo ideale: tiene le mani a posto, non dice mai cose fuori luogo e soprattutto non ha un pene” ha detto Kimmel nel corso della lunga introduzione preparatoria alla assegnazione dei premi. Concetto poi ribadito in forme diverse dalle attrici Salma Hayek (chi non ricorda la sua magnifica interpretazione dell’ artista Frida Kahlo nel film omonimo!) Ashley Judd, Mira Sorvino ed altre.

Vincitore dell’Oscar per il miglior film è stato, secondo le previsioni, “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro che ha vinto anche l’Oscar per la migliore regia. Il film, che era stato già premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017, colleziona anche il premio per la migliore scenografia e la migliore colonna sonora originale. Ambientato nel 1963, in piena guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, il film narra la storia di una semplice addetta alle pulizie che, nel ripulire un laboratorio segreto, si imbatte in una creatura umanoide tenuta in vita nell’acqua per esperimenti con cui instaura un rapporto sempre più intimo che, dopo numerose vicissitudini e contrasti, si chiude con un lieto fine.

Tre Oscar, sia pure minori, sono andati a “Dunkirk” di Christopher Nolan per il miglior sonoro, il miglior montaggio sonoro ed il miglior montaggio e a “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”

L’Oscar per il miglior attore è andato a Gary Oldman per “L’ora più buia” e per la migliore attrice a Frances McDormand per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” , mentre come miglior attore non protagonista è stato premiato Sam Rockwell per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e come migliore attrice non protagonista ha vinto Allison Janney per “Io, Tonia”.

Per la produzione cinematografica italiana l’unico Oscar è andato al novantenne James Ivory per la migliore sceneggiatura non originale del film di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome”, basato sul romanzo di Andrè Aciman. Il film tratta dell’amore tra due giovani di diversa nazionalità ed estrazione sociale che per la prima volta provano una vera, reciproca passione destinata, però, a finire a contatto con la realtà della vita. Il film, peraltro, era stato già vincitore alla 13° edizione di “Los Angeles, Italia”, Festival ideato dal giornalista campano Pascal Vicedomini e organizzato la settimana precedente gli Oscar per far conoscere il cinema italiano.

Articolo di Riccardo Bramante

 

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