Caramelle di Bon Ton Nono appuntamento Come apparecchiare la tavola – Non più pillole ma caramelle di Bon Ton di di Adriana Soares





Caramelle di Bon Ton Nono appuntamento e primo del 2019 di Adriana Soares 

Non più pillole ma caramelle di Bon Ton
 

Ricominciamo dalle cose che contano

Come apparecchiare la tavola

Sono appena passate le feste e sui social si era scatenato un inferno di foto postate di tavole apparecchiate. Si era più preoccupati della foto che di fare attenzione a cosa si stava mostrando. Tavole apparecchiate con le posate capovolte, bicchieri appoggiati a casaccio e il tovagliolo abbandonato a se stesso: troppo di tutto. Così ho deciso di riprendere le mie caramelle di buone maniere dalle basi, che più basi non si può: come apparecchiare la tavola.

Una tavola ben apparecchiata è indice di buona educazione e dimostra una cura dei padroni di casa verso gli ospiti.

La tavola deve essere apparecchiata prima dell’arrivo degli ospiti. Ogni persona dovrebbe avere uno spazio vitale di circa 55 centimetri per mangiare e muoversi in tranquillità senza rischiare di sgomitare il suo vicino. La caduta della tovaglia (cioè la distanza dal piano del tavolo) sarà massimo di 30 centimetri per evitare che si impigli tra le ginocchia dei commensali. La caduta della tovaglia fino a terra è da utilizzare nei pranzi in piedi.

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Come allestirla:

Non usate  delle tovaglie dalle tinte troppo sgargianti e che non si abbinino al servizio di piatti. La perfezione è una tovaglia di lino. Prima di metterla coprite il vostro tavolo con un copri tavolo per proteggerlo dal calore e per attutire il rumore dei piatti e bicchieri. Sopra di esso viene posta la tovaglia.

Per chi volesse utilizzare le tovagliette all’americana, si ricordi che non va mai usata in situazioni formali o per le cene. Ricordate che il vostro tavolo potrebbe rovinarsi e dovrebbe, inoltre, essere un bel tavolo da mostrare.

Per abbellire la tavola un centrotavola sarà perfetto: una composizione di fiori o di frutta. Ricordate che la composizione dovrà essere non troppo voluminosa o alta da impedire ai vostri commensali di conversare o di muoversi. Se opterete per i candelieri, questi vanno accesi dopo il tramonto e devono essere alti o bassi in modo che la fiamma non sia allo stesso livello degli occhi. L’accoppiata fiori e candeliere va accettata solo nei pranzi di nozze.

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Le posate:

Non si mettono più di tre coltelli e tre forchette ai lati del piatto; se occorre una quarta coppia di posate la porterete in tavola al momento dell’uso, appoggiata mai in croce su di un piatto pulito. A sinistra si dispone la forchetta poiché si usa con la mano sinistra, con i rebbi rivolti verso l’alto. I coltelli si dispongono a destra, poiché si utilizzano con la mano destra, con la lama rivolta verso il piatto. In successione si pone il cucchiaio, quindi dopo il coltello a destra, solo se il menù prevede minestre. Si mette sempre almeno la doppia posata, ma dipende dal menù, da quante portate servirete. Ricordate che all’esterno ci deve essere quella che si usa per prima. Nel caso quindi del coltello del pesce, ricordatevi che si serve sempre prima delle possibili portate di carne.

Ricapitolando:alla sinistra del piatto le forchette, nell’ordine quella normale e a seguire quella da pesce. Alla destra i coltelli normali, da pesce e il cucchiaio all’esterno.   Le posate da dessert si dispongono orizzontalmente davanti al piatto, la forchetta col manico volto verso sinistra e il cucchiaio verso destra. Tra i due può essere inserito il coltello da frutta nello stesso senso del cucchiaio.

I bicchieri:

I bicchieri vanno messi leggermente a destra del piatto, davanti al coltello. Devono essere almeno due, uno per l’acqua (il più grande) e alla sua destra, uno o più di uno per il vino (più piccolo). Se si servono più vini, il numero di bicchieri aumenta, ma vanno sempre posti a destra di quello per l’acqua e non possono essere  più di quattro, inclusi acqua e lo champagne. Quando, invece, si pasteggia a champagne verranno appoggiati solo due bicchieri: uno per l’acqua e l’altro da champagne. I grandi bicchieri “balloon” per il vino speciale vanno messi a tavola non subito, ma accompagneranno il vino speciale, di solito rosso.

I piatti:

Vanno posati su sottopiatti o direttamente sulla tovaglia. Devono essere disposti ad uguale distanza l’uno dall’altro. Se sono decorati, dovete disporli rivolti verso il bordo del tavolo, in modo che l’ospite seduto possa vederli nella loro posizione corretta. Se non siete aiutate da un cameriere, potete apparecchiare fino a tre piatti: per l’antipasto, il primo e il secondo. Se avete bisogno di altri piatti abbiate cura di tenerli a portata di mano su un tavolo o un carrello.

Mi sembra chiaro che il numero di piatti e di posate necessarie varino a seconda delle portate del menù. Ricordate che la loro posizione è fissa.

 
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Accessori e complementi:

Il tovagliolo si posa a sinistra del piatto o sul piatto, anche se non amo l’ultima opzione. Ormai di uso comune. Piegatelo in modo semplice: a triangolo o a rettangolo. Il segnaposto: sarà un tocco di eleganza in più. Inserito davanti ad ogni coperto e a volte si mette un cartellino con il nome del commensale, l’uso del segnaposto è consigliabile soprattutto quando gli invitati sono numerosi poiché sottrae agli ospiti quell’imbarazzo di trovare il proprio posto.

Il pane: viene portato a tavola in appositi cestini porta pane. In pranzi molto formali si apparecchiano dei piattini per il pane alla sinistra del piatto davanti alle forchette. A sinistra di ogni piatto, sul prolungamento della forchetta, va collocata la porzione individuale di pane e grissini. Sarebbe meglio appoggiarle sull’apposito piattino.

Non fatte mancare sulla tavola una saliera, una brocca d’acqua e una bottiglia di vino ogni quattro persone. E nei pranzi formali posizionate alla sinistra di ogni piatto o tra due piatti una piccola saliera e un porta pepe. Altri oggetti come la formaggiera, le mezzelune da insalata, da posizionare alla sinistra di ogni piatto, la saliera o le coppette lavadita, vengono portati a tavola solo se necessari.

n.b: se hai un ospite mancino, per gentilezza gli potresti apparecchiare all’inverso per sua comodità.

Sarà inoltre  accortezza della padrona di casa informarsi sulle allergie o intolleranze degli ospiti e di conseguenza pensare a un menù alternativo.

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Il prossimo appuntamento: . come ricevere; . come disporre gli ospiti a tavola; . come comportarsi una volta seduti.


















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