Maria Grazia Cucinotta, Serena Grandi e Piero Maggiò sul red carpet della prima del film Tutto Liscio sfilano con abiti Cinzia Diddi






 
Maria Grazia Cucinotta Cinzia Diddi Piero Maggiò

Il film Tutto Liscio di Igor Maltagliati sta avendo un grande successo nelle sale, quest’ avventura è iniziata un po’ di tempo fa, lei come ne è coinvolta e da quanto tempo?

Il lavoro per me è partito poco prima che iniziassero le riprese del film, solitamente si instaura un contatto armonico con la costumista del film per capire bene, dopo aver letto la trama, quali siano le ambientazioni e i contesti in cui verranno inseriti gli abiti che la sceneggiatura richiede. Quest’ avventura è iniziata a Settembre 2018, il mio desiderio in questo film era quello di non realizzare semplici abiti di scena, che si sarebbero discostati dal mio modo di concepire lo stile, ma di scegliere un contesto, una scena, una situazione in cui l'abito potesse in qualche modo soddisfare le esigenze di copione ma essere compatibile con il concetto di donna elegante che la casa di moda che rappresento vuole portare sul palcoscenico della Vita. Dopo un lungo lavoro con la costumista ,ho scelto di disegnare e realizzare un abito importante compatibile con la Luxury Collection della casa di moda Cinzia Diddi , che nel film verrà indossato da Mariagrazia Cucinotta, poiché c'era una scena del film che permetteva di farlo.

Immagino che lei sia stata presente alla prima, come ha vissuto quest’esperienza?

Non sono nuova ad esperienze di questo genere, ma posso garantirvi che questa è stata nuova, carica di emozione, di rispetto per la gente, ricca di valori genuini, gli stessi valori che poi si ritrovano nel film e che questa società un po' distratta dalla corsa all'evoluzione, ha dimenticato. È la prima volta che vedo i protagonisti di un film presentarlo in prima persona, prediligendo il rapporto umano e il contatto con le persone. Questo mi conferma la grande sensibilità che caratterizza questo gruppo di lavoro. Cordialità, accoglienza, dedizione al lavoro... un cast d'eccezione anche da questo punto di vista.

L’abito della Locandina del film indossato da Maria Grazia Cucinotta è suo, ce ne vuol parlare? In che contesto del film si vede?

Sono orgogliosa di aver dato il mio contributo, in qualità di stilista in un film che ho adorato dal primo momento in cui ho letto la trama, perché' si respirava magia, misticismo. Il mio è stato un lavoro di qualità, l’abito della locandina è quello disegnato da me e realizzato dal mio staff appositamente per Mariagrazia Cucinotta per una scena fulcro dell' intero film. Si tratta di un abito a sirena, color cipria sfumato, di un tessuto in paillettes molto pregiato. Il colore delle paillettes è stato ottenuto con trattamenti particolari. Non esiste un abito di quello stesso colore, anche noi abbiamo provato a realizzare lo stesso colore per proporlo in collezione, non siamo riusciti ad ottenerlo uguale, in nessuno degli svariati tentativi. Direi che è il bello delle cose artigianali!!!! Coerentemente con la sua preziosità lo ritroviamo in un contesto importante del film, non voglio anticipare niente gustatevi questo capolavoro del cinema italiano al cinema per scoprire i dettagli , voglio solo dire che l'abito diviene protagonista poiché reso prezioso dalle parole di Brando Brown, un eccellente Piero Maggiò, il quale rivolgendosi alla moglie che sta per indossarlo le dice:” ho io il TUO ABITO STORICO!”. Il film è stato presentato in anteprima mondiale a Los Angeles, dove ha vestito Piero Maggiò, il protagonista del film . Cosa ha voluto dire per lei quest’esperienza? Mi occupo di moda, di stile, di arte, di immagine da tantissimi anni, io rappresento la terza generazione… la nostra è una tradizione di famiglia e spero di trasferire questa passione ai miei figli per farla continuare. Questa premessa per dire che grazie al fatto che sono riuscita a trasformare la mia passione in lavoro, io mi emoziono ogni giorno della mia vita. È chiaro che quando poi mi occupo di eventi importanti come un red carpet a Los Angeles , l'emozione si amplifica e diviene un bel bagaglio professionale di rilevante importanza. Seguire l'immagine di Piero Maggiò per Hollywood è stata una bella sfida, poiché per me voleva dire portare,attraverso gli abiti, lo stile e il gusto italiano fuori dall’Italia, o meglio il mio italian style nel mondo.

Durante la serata della prima a Rimini ha vestito Maria Grazia Cucinotta, Serena Grandi e Piero Maggiò, come è riuscita a rendere diversi gli outfit pur rimanendo fedele al suo inconfondibile stile? Una definizione per questi tre splendidi artisti?

Il mio concetto cardine è quello di non snaturare le persone ....l'abito deve rappresentare l’interiorità , non deve coprire ma svelare. Per me eleganza è sobrietà. Per Maria Grazia Cucinotta ho disegnato un abito a sirena e ho avuto la cura di scegliere una combinazione di colori che potessero esprimere una peculiarità di questo mostro sacro del cinema internazionale cioè la solarità, per Piero Maggiò ho disegnato una giacca in velluto con spalle strutturate ispirandomi a quelle dei capitani di milizie per far risaltare il suo importante ruolo di 'capitano' nel film. Inoltre ho deciso di introdurre le sue iniziali sulla giacca, stile tipico di una moda raffinata gentile e aristocratica di altri tempi proprio come di altri tempi sono la sua gentilezza, la sua nobiltà d'animo e la sua sensibilità. Per Serena Grandi, personaggio importante del panorama cinematografico italiano e non solo, ho scelto il colore della passione cosi come passionale è la sua anima. INTRAMONTABILE Abito lungo in seta esattamente come intramontabile è questa strepitosa donna da Oscar.

tutto liscio

Che differenza c’è fra un abito da scena e un outfit per un red carpet?

Nel linguaggio filmico l'abito è importante perché parla del personaggio prima ancora che lo facciano le parole . Un abito di scena deve rispecchiare le esigenze di copione, essere coerente con la scenografia, essere contestualizzato affinché sia armonico con la scena. Un outfit da red carpet deve 'stupire' ma al tempo stesso rispecchiare l' interiorità di chi lo indossa, in modo da far sentire felici e a proprio agio, senza snaturare.

cast

Nelle manifestazioni pubbliche la vediamo sempre al top può svelare i suoi segreti ai “comuni mortali” per essere al meglio e mantenere la propria personalità?

L’eleganza è molto più naturale di una sofisticata artificiosità. Significa dimostrare gusto, classe, cura ma senza grossi sforzi. E' necessario associare lo stile alla nonchalance. Essere eleganti è un’arte che può imparare anche chi non ne è naturalmente dotata. Prima di tutto, il portamento. A prescindere dall’abbigliamento, l’eleganza traspare dai gesti, dalla postura. In particolare, saper camminare è fondamentale: se sui tacchi finite per fare le falcate a ginocchia piegate ‘uccidete’ qualsiasi outfit elegante. Passo sciolto, gamba tesa, testa alta. E soprattutto schiena dritta: la postura ingobbita è un’altra notevole défaillance. Puntate sugli accessori, e sull’abito. Anche un pantalone di jeans e un maglioncino diventano un look chic se portati con un paio di sandali eleganti, o una decolleté. Lo stesso vale per la borsa: se un outfit è molto casual, abbinatelo ad una pochette e l’effetto sofisticato è assicurato. Anche i gioielli possono aiutare molto. Non devono per forza essere preziosi, basta qualche bijoux. Evitate tuttavia di riempirvi, o l’effetto sarà pacchiano. Basta una collana importante a rendere una t-shirt interessante. Infine, il trucco: essere eleganti in linea di massima cozza con l’eccesso di maquillage. Al contrario, l’eleganza coincide con trucco acqua e sapone, volti il più possibile naturali. Sì a mascara, lip gloss, e una manicure impeccabile.

 

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