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FIN DALLA SUA USCITA NELLA TOP TEN DI CATEGORIA IBS – IN TEMPI RECORD GIA’ ALLA PRIMA RISTAMPA

Nel decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini, la giornalista e scrittrice Annarita Briganti ci racconta di lei in una biografia che entra nelle pieghe della vita di un’anima tormentata…

Nel decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini, la giornalista e scrittrice Annarita Briganti ci racconta di lei in una biografia che entra nelle pieghe della vita di un’anima tormentata
copertina libro
Una poeta, non una poetessa. Rock, ribelle, sopra le righe, contro ogni forma di convenzione e d’ipocrisia. Due matrimoni, quattro figlie, e una guerra mondiale, ricoveri in manicomio, telefonate notturne, amori celebri e indimenticabili furori, cicche di sigaretta, scrittura, solitudini. Alda Merini è impossibile da contenere entro i bordi di una pagina perché i suoi versi e la sua storia esondano, invadono la vita. Questa è una sua storia, narrata per le strade di Milano, tra le pareti della sua casa, nelle pieghe di decenni in cui le donne cambiavano, e con loro l’Italia. Grazie ad affascinanti ricostruzioni dell’epoca e a molte preziose interviste – agli amici, ai colleghi artisti, al fedele fotografo, alla figlia Barbara e a tanti altri – le voci di chi c’era si uniscono a quella dell’autrice per raccontare gli aneddoti, i pensieri, i retroscena, in presa diretta. Annarita Briganti ci offre su Alda Merini uno sguardo originale, ricco di sfumature e di dettagli. E ne illumina la vita con un taglio sghembo e partecipe, come il sole che tramonta sui Navigli cari all’artista, facendo brillare l’acqua e regalando ai nostri giorni ordinari una nuova magia.

Annarita Briganti

Perché una biografia di Alda Merini? Perché non c’era, riordinata, sviscerata, completa. “In L’eroina del caos (Cairo), - dichiara l’autrice - ho ricostruito la vita e il cerchio magico della poeta, come si definisce lei, al maschile. Una donna vera, una madre alla quale tolgono le quattro figlie, una poeta candidata al Nobel, che è diventata Alda Merini nonostante il manicomio, e il suo disagio viene da lontano. A dodici anni la casa milanese in cui vive è distrutta dalle bombe, sfolla a Vercelli, torna a piedi a Milano, ricomincia da zero, cifra della sua esistenza. La mia Alda, l’Alda che i lettori amano/leggono/postano, non molla mai. Nel libro, che è anche il mio primo saggio, c’è Alda Merini che dopo una sessantina di elettroshock ricomincia a scrivere. Ci sono le sue telefonate notturne e i messaggi nelle segreterie: «Siete tutti fuori a divertirvi e mi avete lasciato sola». Le sue opere. I suoi: «Ti denuncio!». Il suo corpo segnato dalle cure, dal tempo, dalla poesia, esempio perfetto, oggi, contro il body shaming. Con una ventina di testimonianze inedite e un testo di Sua Eminenza il Cardinale Gianfranco Ravasi, che era il suo consigliere spirituale”.

L’AUTORE: Annarita Briganti è giornalista culturale per «Repubblica» e «Donna Moderna», scrittrice, traduttrice. Per Cairo sono usciti i suoi tre romanzi: Non chiedermi come sei nata (2014, vincitore del Premio Comoinrosa Opera Prima, poi divenuto uno spettacolo teatrale scritto dall’autrice), L’amore è una favola (2015) e Quello che non sappiamo (2018).

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