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Cafiero: l’inedito “Ti guardo ancora un po’”,  un atto d’amore per la musica e per la nazione




Dopo il sorprendente e convincente esordio cantautorale con l’omonimo ep di debutto, Cafiero è tornato sulla scena musicale con “Ti guardo ancora un po’”, una ballad omaggio all’Italia ferita dalla pandemia. “Ti guardo ancora un po’” mostra la poliedricità stilistica dell’affascinante artista capace di rendere il proprio sound singolare e avvincente. Il nuovo singolo, realizzato a distanza con la propria band e disponibile in video esclusivamente su YouTube, anticipa il nuovo ed atteso progetto discografico di Cafiero, in uscita nei prossimi mesi.

Dopo il sorprendente e convincente esordio cantautorale con l'omonimo ep di debutto, Cafiero è tornato sulla scena musicale con “Ti guardo ancora un po'”, una ballad omaggio all’Italia ferita dalla pandemia. “Ti guardo ancora un po'” mostra la poliedricità stilistica dell'affascinante artista capace di rendere il proprio sound singolare e avvincente. Il nuovo singolo, realizzato a distanza con la propria band e disponibile in video esclusivamente su YouTube, anticipa il nuovo ed atteso progetto discografico di Cafiero, in uscita nei prossimi mesi.

Cafiero, la speranza è l'aspettativa che accompagna il nuovo singolo. Come nasce “Ti guardo ancora un po'”?

Il brano nasce dall’amore, dal fatto che la distanza (guardandosi, appunto, da lontano e dentro), in questo periodo, è simbolo di rispetto e amore verso gli altri. Siamo in cerca dell’ispirazione e dell’introspezione... per fare sempre meglio, soprattutto ora. E' una canzone che nella sua malinconia è piena di speranza, solidarietà e di amore verso il prossimo. Inoltre, contribuisce a diffondere il messaggio di sostegno a favore di strutture e persone impegnate nella gestione dell'emergenza Covid-19 con la promozione di due campagne di raccolta fondi: la Protezione Civile e la Regione Puglia, la mia terra. L’amore in tutte le sue forme ci porterà a vincere questa battaglia!

Tra tecnica musicale e passione cosa prevale nelle tue composizioni?

La passione! La tecnica è fine a se stessa, è importante per tirare fuori la passione.

In che modo ti sei avvicinato alla musica?

Nella mia famiglia la musica è sempre stata importante; mio padre suona il pianoforte ed io sono cresciuto ascoltando dischi di ogni genere musicale. Ho iniziato a suonare insieme a mio fratello e mia sorella; eravamo giovanissimi.

Un album che ha lasciato un segno permanente nella tua mente…

"Electric Ladyland" di Jimi Hendrix.

Hai calcato palchi prestigiosi in Italia, Europa ed America, che peso ha l'esperienza live sulla tua creatività?

La musica è un'arte a cui ci si deve dedicare soprattutto con tanta pratica più che teoria. L'esperienza mi ha permesso di apprendere molte cose: mi ha dato consapevolezza e sintesi, mi ha insegnato a dire tanto anche con poco.

Come ti definisci?

Determinato e sognatore.

Il tuo motto?

Tutto accade non per caso.

Dopo il lancio di "Cafiero", oltre ad aver preso parte ad una serie di progetti musicali con altri artisti, hai pubblicato il secondo album in inglese con i Suck my Blues, gruppo da te fondato e rinnovato nella formazione per la realizzazione di “Rebirth”(2018). Come hai maturato l’idea di pubblicare un disco blues, rock ed elettro?

Meditavo un cambio stilistico rispetto al primo disco rock blues dei Suck my Blues e, per il successivo, ho voluto inserire sonorità elettroniche. “Rebirth” non è stato realizzato con la volontà di compiacere gli ascoltatori ma di sorprenderli. E’ stata una bella sfida; gratificante per molti aspetti. Io ed i componenti del gruppo non immaginavamo che con la nostra musica inedita avremmo potuto destare tanto interesse.

Riguardo al tuo nuovo ed atteso progetto discografico, cosa sveli a riguardo?

Ho quasi ultimato il lavoro che vedrà la luce nei prossimi mesi. I nuovi brani saranno disponibili, in un primo momento, attraverso una particolare pen drive che racchiuderà anche contenuti speciali, anteprime e video.

Buona fortuna per tutto!

Grazie! Buona musica a tutti i lettori di AOB Magazine.



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