Martina Marotta è tra i protagonisti di Medium, il thriller-horror prodotto da Emy Productions in uscita al cinema. Interpreterà Patrizia, una ragazza che viene dalla Roma bene, che si innamorerà del protagonista, proveniente dalla Roma criminale, Walter (Emilio Franchini).

Martina Marotta è tra i protagonisti di Medium, il thriller-horror prodotto da Emy Productions in uscita al cinema. Interpreterà Patrizia, una ragazza che viene dalla Roma bene, che si innamorerà del protagonista, proveniente dalla Roma criminale, Walter (Emilio Franchini). Una storia d’amore che porterà la donna a partecipare ad una rapina dalle tragiche e diaboliche conseguenze. Esperienza di cui la Marotta è soddisfatta.

“Medium è stato il primo horror che ho girato, dove ho avuto l’opportunità grazie a Massimo Paolucci e Giovanni Franchini di lavorare con attori che mi hanno insegnato tanto, come Bruno Bilotta, Tony Sperandeo e Hal Yamanouchi. Abbiamo creato una vera e propria famiglia”.

Inoltre, la giovane attrice toscana farà parte del cast di “Una Preghiera per Giuda”, sempre prodotto da Emy Productions. In quel caso, interpreterà Martina, la direttrice di un albergo.

“Martina sarà l’unica amica di Pietro, il protagonista interpretato da Emilio Franchini. I due si confideranno nei momenti di difficoltà e la ragazza vedrà nell’uomo quel lato dolce che le è mancato e di cui ha bisogno. Martina è un persona molto attenta ed organizzata, oltre che precisa. Io sono il suo opposto: sono disordinata, anche se nel mio disordine mi so orientare. Martina mi ha insegnato ad essere più organizzata e attenta. Sul set di Una Preghiera per Giuda sono cresciuta tanto”.

Entrambi i film sono stati diretti da Massimo Paolucci, che Martina Marotta considera il suo mentore perché le ha insegnato tanto e le ha dato le giuste opportunità per emergere. Un percorso, quello per la recitazione, che è cominciato a Firenze ma che poi è proseguito con l’Accademia frequentata a Roma. “La passione per la recitazione è nata quando, con mio nonno, vedevo i film di Totò e Sophia Loren. Ho sempre adorato far adorare le persone; quando facevamo le cene in famiglia, mi piaceva far divertire i parenti. Studiavo i monologhi e li recitavo in maniera molto comica. Ho scelto di fare l’attrice perché ho bisogno di fare emozionare. Ho una fame di emozioni. Molti spettatori si rivedono nei personaggi che interpretiamo; diamo loro dei consigli, gli facciamo compagnia. L’idea di essere un mezzo per qualcuno che ne ha bisogno mi gratifica”.

Inoltre, Martina ha preso parte ad un cortometraggio, diretto da Emiliano De Martino, incentrato sulla storia dell’Onorevole Antonio Guidi, il primo ministro della salute disabile e affetto da tetraparesi spastica. Lì ha interpretato il suo primo amore: una giovane contadinella, molto genuina, che lo ha sedotto. “La Tetraparesi spastica, diagnosticata all’Onorevole Guidi, ti porta delle difficoltà nei movimenti, nelle parole. Anche se i medici gli dissero che non sarebbe mai riuscito a fare niente, perché avrebbe vissuto al pari di un vegetale, Guidi ha preso il controllo di se stesso, si è realizzato, ha creato una famiglia. Ha sconfitto un destino che, per molti, era già scritto. Sono rimasta molto affascinata da lui”.

Photo Roberto Jandoli

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