Graziella Saverino una vita “spericolata” tra Amore Musica e Disabilità
Graziella Saverino, ama la vita incondizionatamente. E’ dirompente, tenace e volitiva. La musica, un mantello magico. In prima elementare, non potendo ballare con gli altri, canta stregando tutti ipotecando il suo futuro con la musica. Cantautrice, moglie di Giuseppe, mamma di Andrea e Anna Sole, una laurea in scienze della Comunicazione, le sue conquiste. Una scelta, la maternità, non così scontata per chi, come lei, vive su una sedia a rotelle a causa di una paralisi cerebrale infantile.

Questo non l’ha mai fermata, la sua è una vita piena, nella quale trova tempo, oltre che per la musica, per gli altri con EntusiasmAbili; l’Associazione, nata da una sua idea, dà voce e aiuto concreto alle persone fragili e che vede lei e il marito impegnati in prima persona.
Hai lasciato il tuo paese e sei partita per Roma. Quanto è stato importante per la tua vita, per la tua carriera di cantautrice, emanciparti dalla tua famiglia e fare la tua strada? Hai avuto momenti in cui ti sei pentita della scelta fatta?
Lasciata la Calabria, con la mia famiglia che pensava che sarei tornata dopo quindici giorni, sono andata a Roma senza avere nessun supporto. La capitale è una giungla di traffico, di barriere, un dedalo per chiunque arrivi da un piccolo paese, ma per me che mi muovevo su “quattro ruote”, ancor di più. La mia è stata una vera sfida, una ricerca personale e la voglia di trovare il mio posto nel mondo. E’ stata una svolta fondamentale, qualcosa che sentivo di dovermi. Nonostante le previsioni di mia mamma, ammetto che è grazie anche a lei e alla sua fermezza, nel costringermi a fare da sola nonostante la mia disabilità, che sono la donna di oggi. Da bambina odiavo quando mi obbligava a vestirmi da sola, a prendere quello che mi serviva senza chiedere. Credo che abbia seminato in me la voglia, l’assoluta ricerca di autonomia che mi ha portata fino a qui. Ho avuto momenti complicati, ma non mi sono mai pentita della scelta fatta. Sono un’istintiva e cerco di fidarmi di quello che sento, lavorando sodo sui miei progetti, perché se non c’è una costruzione giorno dopo giorno, con costanza e determinazione, non si arriva da nessuna parte…che poi non si arriva, ma si continua a camminare, un passo dopo l’altro… Anche su una sedia a rotelle!
Canti l’amore in tutte le sue sfumature. Cosa rappresenta per te ?

L’Amore è Vita. Non voglio sembrare scontata, ma la vita e l’amore sono per me legate a filo doppio. Se non si ama la vita, la nostra, noi stessi, non si può amare. Personalmente credo che l’incontro con Giuseppe sia stato un colpo di fulmine, ma non casuale. E’ arrivato nella mia vita in modo imprevedibile in un momento in cui proprio non pensavo di innamorarmi. Ero concentrata sulla mia indipendenza, su di me, ma quando arriva la persona giusta, la tua persona, cambia tutto.
Qual’ è il momento in cui hai capito che lui ti aveva rubato il cuore?
E’ stato un colpo di fulmine. Non appena ci siamo guardati negli occhi, abbiamo capito. Ci siamo incontrati sui social e parlati qualche volta, ma io l’ho stroncato subito, dicendo che non mi piacevano queste cose virtuali. Lui non ha desistito e mi ha chiesto di vederci almeno una volta; ci siamo incontrati il 13 maggio 2016 e il 31 dello stesso mese, vivevamo insieme. Lui avrebbe dovuto partire per Panama per lavoro, non è più partito e da quel momento non ci siamo più lasciati.
Giuseppe ha cambiato i tuoi piani disarmando ogni tua resistenza. A lui hai dedicato L’Amore che Disarma.
Mi ha letteralmente disarmata, con lui mi sono placata. Questo brano ha radici nella nostra quotidianità, è nato dai gesti che si ripetono ogni giorno e che, in realtà, contengono tutto il senso del nostro stare insieme. In un mondo dove i conflitti, la prevaricazione regna sovrana, imparare a deporre ogni resistenza per mostrarsi senza filtri, per comprendere l’altro e scegliere l’amore è la vera rivoluzione. Dopo – Se combatto vinco io – una ninna nanna dedicata ai miei figli, ho sentito il bisogno di dedicare a Giuseppe, l’uomo della mia vita, questa ballad che nasce dai nostri gesti, dai passi che abbiamo condiviso, dalle scelte e le difficoltà che abbiamo superato insieme rendendoci migliori. Una relazione non è sempre rose e fiori, ma insieme, si può superare qualunque cosa. Ci vuole la volontà, la voglia di sacrificare qualcosa, trovare un compromesso. La mia disabilità è palese. Ci sono disabilità peggiori, invisibili. Io sono felice e grata alla vita per il privilegio di avere tutto quello che ho. La musica è una compagna di viaggio ed anche la disabilità, fa parte del pacchetto per una vita “spericolata”, la mia.