“L’Oltre”: danza, digitale e memoria nei luoghi della cultura in Campania

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Da “Mare Nostrum” a “L’Oltre”: arte, danza e tecnologia nei luoghi simbolo della Campania dal 16 maggio

L’OLTRE: DANZA, DIGITALE E MEMORIA PER ABITARE I LUOGHI DELLA CULTURA
Dal 16 maggio al 18 ottobre tra Padula, Pontecagnano e Sala Consilina un progetto multidisciplinare che supera i confini del tempo e dello spazio

Salerno, 11 maggio 2025 Dopo l’esperienza di Mare Nostrum, il progetto evolve e cambia nome, ma mantiene intatta la sua identità e la sua visione culturale. Nasce così “L’Oltre Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, un percorso multidisciplinare che intreccia arti performative, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale nei territori della Campania, trasformando musei e siti archeologici in spazi vivi di creazione e relazione.

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framing

Il progetto, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e cofinanziato dal Comune di Pontecagnano Faiano, dal Comune di Padula e dalla Comunità Montana Vallo di Diano, in collaborazione con la Direzione regionale Musei Nazionali Campania, affidata al CDTM Danza Teatro e Musica per la direzione artistica di Claudio Malangone, si sviluppa attorno a tre luoghi simbolo della cultura e della storia del territorio: la Certosa di San Lorenzo, il Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina e il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano.

Tre presidi che raccontano identità differenti ma unite da una comune vocazione al dialogo, al passaggio e all’incontro tra culture, oggi parte di un unico disegno progettuale promosso dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Campania.
“L’Oltre” nasce proprio dall’idea di attraversamento: geografico, culturale e simbolico. I luoghi coinvolti, storicamente crocevia di civiltà e scambi, diventano oggi scenari di un’esperienza immersiva in cui la danza contemporanea incontra il linguaggio digitale per restituire al pubblico una nuova forma di fruizione del patrimonio.

In questo contesto, la danza non si limita a occupare lo spazio, ma lo interpreta, lo attraversa e lo rigenera. Le coreografie site-specific nascono dal confronto diretto con i luoghi, con la loro storia e con le loro stratificazioni simboliche, mentre giovani danzatori professionisti lavorano accanto a coreografi di rilievo nazionale per dare vita a nuove produzioni originali.

La programmazione si apre il 16 maggio al Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina, dove il pubblico assisterà a una prima giornata che intreccia le creazioni di Associazione Campania Danza con “Tracce di memoria” firmato da Antonella Iannone e Simone Liguori, e la Compagnia Bellanda con “Romantica” di Lia Claudia Latini. La serata proseguirà poi nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli/Auditorium Comunale con Borderlinedanza e i Monaci Digitali in “Echi dal Vallo: Il respiro del suolo” di Claudio Malangone e con “Laudato sie mi’ Signore” di Artemis Danza con la coreografia di Monica Casadei.

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ArtemisDanza Laudato sie1

Il percorso prosegue il 21 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, dove Borderlinedanza e i Monaci Digitali presenteranno “Sotto lo stesso cielo di ocra” ancora una volta firmato da Claudio Malangone, seguito da “Pre-giudizio” di UDA Company con la coreografia di Ilenia Rossi. Sempre a Pontecagnano, il 28 giugno, sarà invece la volta di nuove creazioni con Compagnia Menhir con “Searching for Europe” e Compagnia Tiziana Arnaboldi in “Corpi tra le nuvole”, una serata realizzata in collaborazione con SDF.

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4 CORPI TRA LE NUVOLE

Il viaggio approda quindi alla Certosa di San Lorenzo a Padula il 25 luglio, quando verrà inaugurata la mostra fotografica “La vie d’Artiste” a cura di Miki Matsuse van Hoecke. La serata proseguirà con Borderlinedanza e i Monaci Digitali in “Codice Infinito: La danza dei Monaci” di Claudio Malangone e si chiuderà con “Pèlerinage” di Micha van Hoecke. Il giorno successivo, il 26 luglio, sempre alla Certosa, il programma si arricchirà con “Napoli / Corpo / Vita” di Artgarage con coreografia di Emma Cianchi, e con “In To Reveal” della ARB Dance Company con la coreografia di Francesco Annarumma.

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artgarage NCV1


Il progetto riprenderà il 26 settembre nuovamente al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano con una giornata particolarmente articolata che vedrà protagonista il lavoro su Lindsay Kemp con “For You! Un sogno verso l’Oriente”, interpretato da Daniela Maccari, accompagnato da una mostra fotografica a cura di ASMED. La serata continuerà con Borderlinedanza e i Monaci Digitali in “Sotto lo stesso cielo di ocra” e con “Framing” di Déjà Donné e Borderlinedanza con la coreografia di Virginia Spallarossa e Claudio Malangone.


Il 27 settembre il percorso si sposterà al Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina e al Teatro Mario Scarpetta, con una giornata che includerà le performance di Artedanza Project e Artgarage, fino a “Cosa si fa qui?” e “Romeo & Juliet Project” di Borderlinedanza su coreografia di Lindsay Kemp e Daniela Maccari. Il ciclo si concluderà il 18 ottobre ancora a Sala Consilina con una giornata interamente dedicata a Borderlinedanza e ai Monaci Digitali, con tre lavori coreografici firmati da Claudio Malangone: “Echi dal Vallo: Il respiro del suolo”, “Codice Infinito: La danza dei Monaci” e “Sotto lo stesso cielo di ocra”.


«L’Oltre è un invito a superare le soglie consuete della percezione e della fruizione culturale. Significa andare oltre lo spazio fisico, oltre il tempo storico e oltre le modalità tradizionali di visita. È un progetto che nasce nei luoghi di passaggio per trasformarli in spazi di relazione, in cui la memoria diventa esperienza viva e condivisa. La danza, insieme al digitale, ci permette di riattivare il patrimonio culturale in una forma nuova, capace di generare connessioni tra persone, storie e visioni», dichiara il direttore artistico Claudio Malangone.


Un ruolo centrale è affidato alla sperimentazione tecnologica sviluppata in collaborazione con la startup Monaci Digitali, nata proprio all’interno della Certosa di Padula. Attraverso processi di scansione, ricostruzione 3D e applicazioni di intelligenza artificiale, reperti, ambienti e figure simboliche vengono rielaborati in forma immersiva, dando vita a una dimensione in cui il passato non è più statico, ma diventa presenza attiva e interattiva. In questo dialogo tra umano e digitale, la danza incontra anche figure mitologiche e personaggi storici “rigenerati” dall’IA, aprendo a nuove forme di narrazione e di esperienza.


Il progetto si distingue inoltre per un forte impianto inclusivo, che punta a superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive, ampliando le possibilità di accesso al patrimonio culturale. L’obiettivo è quello di rendere l’esperienza museale non solo più accessibile, ma anche più profonda e partecipata, in grado di coinvolgere pubblici diversi attraverso linguaggi complementari e livelli multipli di fruizione.
L’impianto concettuale si sviluppa attorno ad alcuni grandi temi che attraversano l’intero progetto, come il rapporto tra memoria e tempo, la dimensione del silenzio e dell’interiorità, la relazione tra spazio sacro e mondo esterno e il continuo ritorno dei cicli rituali e simbolici che attraversano la storia dell’uomo.

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