Sotto a chi tocca: il film di Giorgio Pasotti al cinema dall’8 ottobre

Sotto a chi tocca film

SOTTO A CHI TOCCA di Pasotti con Papaleo, Mezzogiorno, Fresi e Giorgio | Al cinema dall’8 ottobre – regia di GIORGIO PASOTTI con ROCCO PAPALEO     GIORGIO PASOTTIGIOVANNA MEZZOGIORNO –    STEFANO FRESI  –   GIACOMO GIORGIO – AL CINEMA DALL’8 OTTOBRE 2026

Arriverà in sala l’8 ottobre Sotto a chi tocca, lungometraggio diretto da Giorgio Pasotti (che torna dietro la macchina da presa dopo Abbi Fede, 2020). Al centro della storia, sei candidati per un ruolo di rilievo in una prestigiosa multinazionale, a cui prestano il volto, oltre allo stesso Pasotti, Rocco PapaleoGiovanna MezzogiornoStefano Fresi, Giacomo Giorgio e Linda Messerklinger.

Sotto a chi tocca film

Quella che inizia come una selezione apparentemente convenzionale, si trasforma presto in un serrato confronto caratterizzato da bizzarre prove attitudinali, sospetti, alleanze e strategie, che mettono progressivamente a nudo ambizioni personali e fragilità. Il confine tra competizione e sopravvivenza psicologica diventerà sempre più sottile, portando i professionisti ad interrogarsi sulla vera natura della prova.

Sotto a chi tocca è una produzione Wonder Film, Wonder Project, CinefonieOfficina della ComunicazioneStefano Francioni Produzioni e Lime Film, in coproduzione con Rai Cinema. Il progetto è sostenuto dal MiC – Contributi Selettivi e dalla Regione Piemonte attraverso il Film & TV Fund 2025. Il film sarà distribuito da Adler Entertainment.

SINOSSI

Sei candidati. Una stanza chiusa. Un colloquio che non inizierà mai, perché è già cominciato. Fernando, Daniela, Enrico, Carlo, Giulio e Franca vengono convocati da una multinazionale tanto prestigiosa quanto enigmatica. Pensano di dover affrontare una semplice selezione, ma scoprono presto di essere finiti dentro un esperimento crudele, dove ogni gesto viene osservato, ogni reazione valutata e ogni debolezza trasformata in arma.

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A rendere tutto più inquietante, una rivelazione: tra loro si nasconde una talpa dell’azienda. Da quel momento il colloquio diventa un gioco psicologico al massacro, fatto di prove assurde, umiliazioni, alleanze fragili e tradimenti improvvisi.

Chi lascia la stanza è fuori. Chi resta, forse, vince.