Gigi-rizzi-
Gigi-rizzi-
Erano le dieci di mattina e Brigitte Bardot mi chiese ” Tea o Caffè?
Un bicchiere di Rosè, grazie.”Gigi Rizzi (Playboy)

Anni ormai lontani, donne uniche, vita vissuta leggermente, con ironia, attrici bellissime alle quali si perdonava tutto, play boy  una parola e un concetto nuovo per indicare un vivere allegramente, ballare a piedi nudi, Gigi e Brigitte ci hanno mostrato, danzando con leggerezza sui tavoli di Saint Tropez,  l’altro lato di un periodo che si avvicinava al buio della intolleranza, della violenza, degli anni di piombo, un’ icona per i sessantottini, un simbolo, un riscatto tutto italiano che penetrava in quella societa’ degli anni ’60 fatta di nuovi ricchi, ma allegra e con tanta voglia di vivere. Gigi Rizzi  viveva il sogno di ogni 20enne, soldi, auto, notti, belle donne, jet set, successo….Brigitte Bardot.

 Il sesso colorava ancor piu’ vivacemente la vita vissuta e i piaceri di Gigi, mentre il tempo scandiva inesorabile i mesi e gli anni che stavano portando agli anni ’70. Un periodo, per chi lo ricorda, che sembra impossibile avere vissuto, moda e cibo diversi da quelli di oggi, dove si parlava, già allora, di vino rosè, vino prodotto con uve a bacca rossa vinificate in bianco, lasciando però le bucce a macerare con il mosto per un tempo più o meno breve, ecco perché è rosa. Quindi il rosé, vino molto versatile, è un metodo di produzione, non un vino. Infatti il rosé non si abbina solo al pesce, ma va molto bene con la pizza, spesso meglio dei bianchi e rossi e anche della birra, in Francia per esempio è il vino delle feste di Natale in un paese dove la cultura dei rosé è molto superiore alla nostra, le annate più vecchie dei Grand Cru di Provenza hanno, nel mondo della ristorazione, un costo superiore.

 

 

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 Di:
Cristina Vannuzzi

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