
In esposizione le opere degli interpreti e protagonisti di quel tempo tra cui Segantini e Pellizza da Volpedo con le loro opere che rappresentano immagini allucinati e magnetiche, ma anche la rarefazione formale di Previati, In mostra anche Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni e Carlo Carrà con un attraversamento tra stili e correnti artistiche come il simbolismo, futurismo e il divisionismo fino a giungere alle rivisitazioni dei pittori preraffaelliti e ai “poeti maledetti”.

In mostra il capolavoro di Umberto Boccioni che dà il titolo alla mostra, il trittico degli Stati d’animo, e con un’affermazione dello stesso artista di fine 800, si può apprezzare ancor oggi come «le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito e il soggetto è già pronto a trasformarsi in istato d’animo».