IN 35 MILA A PACENTRO NEL WEEK END PER LA CORSA DEGLI ZINGARI. A VINCERE L’EDIZIONE 2023 È SIMONE DI LORETO

Giornata di grandi emozioni quella che si è vissuta a Pacentro (Aq) per la Corsa degli Zingari, organizzata dall’omonima associazione capitanata dal 2018 dal vulcanico Giuseppe De Chellis insieme alla Confraternita della Madonna di Loreto guidata da Piero Paletta.

De Chellis Nazzaro Angelilli

Trentacinque mila persone da tutto il mondo hanno affollato le vie del borgo abruzzese, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, per non perdere l’appuntamento con la storia e la tradizione. Madrina la bellissima ex Miss Italia Manila Nazzaro, ospite d’onore il conduttore Rai Massimiliano Ossini che ha voluto provare “con le scarpe” il percorso prima della discesa dei concorrenti.

A vincere l’edizione 2023 è stato Simone Di Loreto, poliziotto 23 enne di Pacentro. Secondo classificato Massimo Saccoccia, 42 anni. Terzo Tommaso Lattanzio, 43 anni.

vincitore con vip e De Chellis
vincitore 2

La corsa ha origini medievali e ancora oggi conserva intatto il fascino e la devozione dei partecipanti. Il termine “zingaro” indica, in dialetto arcaico pacentrano, colui che cammina a piedi nudi. Dalla sommità di un costone roccioso i partecipanti, rigorosamente scalzi, scendono dalla montagna fino al torrente Vella e, sempre correndo, con i piedi lacerati e feriti dalle pietre e dai rovi, risalgono le vie del paese per raggiungere l’altare della Madonna. 

Oradei sarto di Pacentro
Nazzaro Oradei

La corsa si conclude con le medicazioni nei pressi dell’altare, e la proclamazione del vincitore, che riceve oltre una somma di denaro, il simbolico Palio, una stoffa che veniva utilizzata tempo fa per cucire il “vestito buono”. I primi tre classificati vengono portati a spalla lungo le vie principali del paese, fra due ali di folla esultante. Per i Pacentrani, prendere parte e magari vincere la Corsa degli Zingari, alimenta e rende ancor più salde le radici storiche di appartenenza al Borgo.

Ecco perché quest’anno al via sono stati 38 gli “zingari” che si sono messi in gioco acclamati dalle ali della folla presente su tutto il tracciato: il più giovane 13 anni appena, il più anziano 67.

vincitore (1)

“Vincere è sempre bello”, le prime parole del vincitore al quarto trionfo tra le vie di Pacentro. “Oggi è stata la vittoria più sofferta perché il clima era molto secco e i piedi ne hanno risentito. Ma noi Pacentrani sentiamo questa Corsa dentro. Corriamo senza pensare al dolore e alla fatica”.

Particolarmente sentita la Corsa degli Zingarelli, la competizione fatta dai bambini che apprendono sin da piccoli le tradizioni e la cultura della comunità a cui appartengono. Per i 50 zingarelli tra i 18 mesi e i 12 anni che si sono messi in gioco con coraggio i complimenti di Manila Nazzaro, particolarmente emozionata nel vedere il loro entusiasmo, e del Presidente della Regione Abruzzo – Marco Marsilio – che li ha premiati.

Intorno alla Corsa, candidata per la sua storia antichissima a Patrimonio Immateriale Unesco e da quest’anno patrocinata dal Ministero della Cultura, dal Ministero del Turismo e dall’Aeronautica Militare, oltre che dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pacentro, un cartellone ricco di eventi che ha contribuito al successo dell’edizione 2023.

Ricchi e poveri Nazzaro Ossini

Sabato sera i Ricchi e Poveri hanno fatto scatenare diverse generazioni con i loro più grandi successi. Particolarmente toccante la dedica di Angela e Angelo all’amico Toto Cutugno, recentemente scomparso, autore della loro Canzone d’amore.

De Chellis Ricchi e Poveri Angelilli
Ricchi e Poveri

«Ringrazio il sindaco Angelilli e l’intera l’Amministrazione per l’entusiasmo con il quale ci supportano ogni anno”, conclude il Presidente De Chellis. “Doveroso è anche il ringraziamento agli sponsor che ci hanno sostengono. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Il mio obiettivo è quello di portare la Corsa degli Zingari sempre piu’ alla ribalta perché è una gemma preziosa che va valorizzata. Il successo di pubblico di questi giorni dimostra una volta di più che la nostra tradizione è più viva che mai».

Crediti foto: Giuseppe Mignola

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